Monza si conferma un’arena: l'efficienza e i nervi saldi decidono il round del GT World Challenge


Di Matteo Autobox
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Monza si conferma un’arena: l'efficienza e i nervi saldi decidono il round del GT World Challenge

Il Tempio della Velocità non ha smentito la sua fama. Il weekend brianzolo del GT World Challenge Europe Endurance Cup si è trasformato, fin dalle prime battute delle pre-qualifiche, in una partita a scacchi giocata a oltre 290 km/h. Con una griglia di partenza che ha sfiorato le 50 vetture, Monza ha messo a nudo i punti di forza e le fragilità dei pacchetti aerodinamici deliberati dall'ultimo BoP.

La cronaca della gara ha vissuto il suo primo momento di massima tensione, come da copione, alla staccata della Prima Variante subito dopo il via: un imbuto che ha richiesto riflessi felini per evitare il caos nel cuore del plotone. Da quel momento in poi, la corsa si è sviluppata su ritmi da qualifica costante. Il vero fattore discriminante è stato il degrado degli pneumatici Pirelli sulla distanza dei lunghi stint, specialmente in trazione fuori dalla variante della Roggia e nella percorrenza della Curva Grande.

A fare la differenza, più che la pura velocità di punta nei lunghi rettilinei, è stata la perfetta esecuzione dei pit-stop e la capacità dei muretti box di leggere le finestre di traffico per i piloti Pro e Silver. (Inserire marchio/team) porta a casa un successo pesantissimo, costruito sulla costanza di rendimento e su una gestione impeccabile dei doppiaggi nelle convulse fasi finali, quando la pista presentava ormai pochissimo grip al di fuori della traiettoria ideale.