Distanziali ruota: sono legali? Guida a misure, certificazione e montaggio sicuro
I distanziali ruota sono uno degli accessori più richiesti da chi vuole allargare la carreggiata e migliorare l'assetto estetico e in alcuni casi dinamico della propria auto. Sono anche, però, uno dei componenti più fraintesi dal punto di vista della legalità. Cerchiamo di fare chiarezza.
La regola italiana: serve il "complesso ruota" omologato
In Italia i distanziali sono legali solo se fanno parte di un complesso ruota omologato NAD nel suo insieme: cerchio, distanziale, bulloneria di fissaggio, misura pneumatico ed eventuale anello di centraggio devono essere certificati come kit completo, specifico per il modello esatto del vostro veicolo (categoria M1). Non basta che il singolo distanziale sia di buona qualità o certificato all'estero: conta l'omologazione dell'insieme, valida per quella combinazione precisa di auto, cerchio e distanziale, rilasciata secondo il Decreto Ministeriale n. 20/2013.
Perché la certificazione TÜV da sola non basta in Italia
Molti distanziali in commercio riportano una certificazione TÜV tedesca, che attesta il superamento di test strutturali seri. È però importante sapere che, da sola, questa certificazione non è equivalente all'omologazione italiana: la Motorizzazione Civile valuta la conformità in base alla normativa nazionale, e il complesso ruota va comunque verificato e, se necessario, omologato per il singolo veicolo prima di poter circolare regolarmente.
Cosa si rischia
Circolare con distanziali non regolarizzati espone, in caso di controllo, a sanzioni che variano in base al tipo di irregolarità riscontrata: indicativamente da circa 419€ (misura/componente non corrispondente alla carta di circolazione, con ritiro del libretto e obbligo di collaudo) fino a 1.731€ nei casi di modifica costruttiva non aggiornata sulla carta di circolazione (art. 78 del Codice della Strada), oltre alla possibilità di sequestro del componente. Gli importi esatti possono essere soggetti a periodici adeguamenti normativi: in caso di dubbio fate sempre riferimento al testo aggiornato del Codice della Strada.
Il rischio meccanico, non solo quello legale
C'è anche un aspetto tecnico da non sottovalutare: un distanziale sposta il punto di carico della ruota più verso l'esterno rispetto al mozzo, aumentando la sollecitazione sui cuscinetti della ruota. Con spessori contenuti (indicativamente fino a 15-20 mm) e distanziali di buona qualità con centraggio sul mozzo ("hubcentric"), l'effetto è generalmente trascurabile; con spessori elevati (30-50 mm) su un veicolo non pensato per quella modifica, l'usura accelerata dei cuscinetti diventa un rischio concreto.
Quanto esce la ruota con un distanziale?
Un distanziale da 10 mm sposta la ruota di 10 mm verso l'esterno, esattamente come un cerchio con ET più basso di 10 mm. Per capire se con il distanziale la gomma resta dentro il parafango o tocca l'ammortizzatore, leggi la guida su ET e canale dei cerchi oppure prova direttamente il calcolatore.
Strumento gratuito Autobox
Simula il distanziale prima di montarlo
Inserisci cerchio, ET e spessore del distanziale: il calcolatore ti mostra di quanti mm la ruota esce dal parafango e se sei tucked, flush o poke.
Apri il calcolatore ET e canale →Come procedere in sicurezza
Il consiglio è scegliere sempre distanziali pensati per il modello specifico del vostro veicolo, farli montare da un'officina che vi rilasci la documentazione dell'intervento e verificare con un centro di pratiche auto abilitato se e come regolarizzare la posizione per la vostra combinazione auto/cerchio/distanziale. Nelle nostre collezioni dedicate ai singoli modelli — Abarth 500/595/695, Yaris GR, i20N e molti altri — trovate distanziali selezionati per l'applicazione corretta: il nostro staff può aiutarvi a capire cosa serve per il vostro caso specifico.